Featuring: Dargen D’Amico Rancore

Songwriter: Shablo Marracash Dargen D’Amico Rancore

Producer: Shablo

[Testo di "L'Albatro" ft. Dargen D'Amico & Rancore]

[Strofa 1: Marracash]
Capita che un albatro ferito e solo resti inchiodato al suolo
E debba fingere e vivere come un uomo
Io lo so perché è successo a me, anni or sono
Durante un volo troppo radente, troppo curioso
Inizialmente, fra', ho amato l'umanità
Sempre tesa tra ciò che si fa e non si fa
All'improvviso chiedersi "e se fosse tutto qua?"
Avrei ucciso, credimi, per una dose di novità
Da quassù le gru fanno il lifting alla città
Nascondono l'età, ma riescono per metà
C'è elettricità nel cielo, milioni di affari umani
Blu come un monitor, banchi di nuvole e di dati
E sulla terra deridono gli albatri e i liberi arbitrii
Già dagli albori nei primi canti e nei primi miti
Potrei allenarmi per migliorarmi
Voglio alienarmi, voglio ignorarvi
Senza calarsi non c'è catarsi
Siamo mortali, ma siamo caparbi
E vado su, lontano dall'eco dei miei rimpianti
E le città da qua sembrano piccoli cancri
Sulla terra sono solo come un cane, ma posso volare
E, poi, migliaia di braccia protese su cui atterrare

[Ritornello: Marracash]
Su, sempre più su
Perché non arriva quel dolore quassù
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro
Giù, so che laggiù
I fatti della vita si ripetono in loop
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro

[Strofa 2: Dargen D'Amico]
Ascolta, non sono qui per farmi giudicare da Klaus Davi
Farmi vestire su misura sfruttando gli schiavi
Farmi imboccare o rimboccare da moldave
Io sono qui per praticarti ciò che sognavi
Arrivo sulla terra piatta senza promozione
Per un vizio nella planata o una deviazione
Non è che snobbi l'arbitro né la scena
Ma per l'albatro l'atterraggio è sempre un problema
Ottantacinque chili di carne, cuore di latta
Rivalutato, in volo trovo la mia scienza esatta
Questa musica infiltrata, americana, come Gladio
Non ne parli se non l'hai mai fatto chistu come Claudio
Questa musica è poesia perché ci scappa il morto
Che poi alla fine sono io per la fame che porto
L'albatro s'abbassa, la fame passa e non mangio più
Pianto tutto, il male passa e all'alba non piango più
Ottiche cinematografiche e pose fasulle
Ci stan strappando i meglio anni e le meglio fanciulle
Ma se moriamo, non sarà invano, sarà in volo
Sul divano, mi torna la fame e ti divoro

[Ritornello]
Su, sempre più su
Perché non arriva quel dolore quassù
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro
Giù, so che laggiù
I fatti della vita si ripetono in loop
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro

[Strofa 3: Rancore]
Se queste ali saranno come due remi, remando controcorrente
Precipito perché un vento incoerente cambia il livello
Chi spinge verso l'oceano, chi resta nel suo torrente
Chi ha fatto un biglietto aereo, chi parte con il cervello
E se hai coraggio apri gli occhi adagio quando ti infrangi
Qui è un macello, qui c'è un buio lancinante e ti lanci
Qui c'è un acqua allucinante, pioggia, pisci o piangi
Stanotte gli angeli daranno i calci
E se la libertà porta fuori, tu ci incarceri nei paraggi
Ci imprigioni come piccioni, viaggiatori senza messaggi
Quando il sole sta taciturno, quando ruzzola coi suoi raggi
Ma che lusso il cielo notturno quando è bussola dei miei viaggi
Ora le stelle vanno a slalom, tutti attenti, tutti agitati
Tanto che ho imparato a volare e sono sempre tutti girati
Prima toglierai con un camion le foglie secche dagli isolati
Dopo si sta come d'autunno sopra quegli alberi quei soldati
E gli equipaggi del pacifico lo dicono già da un'era
Che chi regna incontrastato in cielo, in terra non si rivela
E per un albatro se il vento tira ai lati è già primavera
Perché sull'albero della nave è già fiorita la prima vela

[Ritornello]
Su, sempre più su
Perché non arriva quel dolore quassù
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro
Giù, so che laggiù
I fatti della vita si ripetono in loop
Volo oltre i confini come un albatro
Volo oltre i confini come un albatro

Marracash

Marracash, pseudonimo di Fabio Bartolo Rizzo (Nicosia, 22 maggio 1979), è un rapper e produttore discografico italiano. È originario della Sicilia, ma è cresciuto nel quartiere Barona di Milano, luogo a cui è molto legato.

Dopo aver iniziato ad ascoltare rap, inizia a frequentare il Muretto, dove conosce i futuri membri della Dogo Gang. Esordisce nel 1999 con il nome d'arte Juza delle Nuvole, in omaggio all'omonimo personaggio del manga e anime Ken il guerriero, per poi adottare il nome attuale in quanto da piccolo, essendo di origini siciliane e avendo il viso ben marcato, gli altri bambini lo chiamavano «marocchino».

Nel 2004, una volta formata la Dogo Gang, prende parte al mixtape PMC vs Club Dogo, mentre l'anno seguente pubblica il brano “Popolare”, che viene inserito nel mixtape Roccia Music.